Studio Cappio -
BREVETTI E MARCHI

 

Lo Studio Cappio offre  consulenza per la preparazione e il deposito di domande per brevetti e marchi in ambito nazionale e internazionale. In particolare:

  1. Brevetti d'invenzione e brevetti per modelli di utilità: Definizione dell'invenzione ed elaborazione della descrizione, rivendicazioni e disegni di brevetti e modelli d'utilità - presentazione delle domande di brevetto presso gli uffici riceventi italiano (UIBM - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) e/o esteri.
  2. Brevetti per modelli ornamentali (design): Elaborazione e presentazione di domande di modelli singoli e multipli, in Italia (UIBM) .
  3. Registrazioni di marchi: Elaborazione e presentazione di domande di registrazione di marchi nazionali (UIBM), esteri, comunitari (UAMI - Ufficio di Armonizzazione del Mercato Interno) e internazionali (OMPI) .
  4. Ricerche su Banche Dati nazionali e internazionali per brevetti, relativamente allo stato della tecnica; indagini su singoli brevetti.
  • Ricerche su Banche Dati nazionali e internazionali per marchi, relativamente a marchi similari o identici, indagini per verificare la registrabilità di un marchio; indagini di supporto per azioni di cancellazione; indagini per controllare i marchi della concorrenza; indagini su singoli marchi.



Per quali ragioni si deposita un brevetto?


    La concorrenza della manodopera a basso costo, unitamente all’esigenza di soddisfare o spesso di interpretare i bisogni dei consumatori, pongono enormi pressioni alle imprese che desiderano accrescere o almeno preservare la propria competitività innovando e/o accedendo alle esperienze innovative di altre imprese.
    Il diritto di esclusività, insito nel brevetto, può rivelarsi fondamentale per le imprese al fine di ottenere vantaggi e guadagni in un mercato competitivo, rischioso e dinamico.
    Le ragioni principali per brevettare le invenzioni sono:
    acquisizione di una solida posizione di mercato. Un brevetto attribuisce al
    suo titolare un diritto esclusivo per prevenire oppure inibire a terzi l’uso
    commerciale dell’invenzione brevettata, riducendo allo stesso tempo fattori quali
    l’incertezza, il rischio e la competitività causati dai contraffattori. Se l’azienda è
    titolare di un brevetto per un’invenzione, la stessa potrà escludere dal mercato, con riferimento a quella determinata invenzione,eventuali aziende concorrenti. Ciò farà sì che tale impresa acquisisca una posizione dominante nel relativo mercato;
    profitti più alti o utili sugli investimenti. Se l’impresa ha investito una quantità
    significativa di denaro e di tempo in R&S, la protezione brevettuale derivante
    dall’invenzione può rilevarsi uno strumento economico e finanziario per un
    ritorno degli investimenti;
    profitti supplementari derivanti dalla concessione di licenze d’uso o
    dall’assegnazione del brevetto. Il titolare di un brevetto può cederne l’uso a terzi in cambio di un compenso pecuniario e/o del pagamento di “royalty”, in modo da produrre profitti supplementari per la propria impresa. La vendita (o
    l’assegnazione) di un brevetto implica il trasferimento della proprietà sullo stesso, mentre la licenza di un brevetto comporta la sola possibilità di servirsi dell’invenzione brevettata a specifiche condizioni;
    accesso alla tecnologia mediante licenze incrociate. Qualora l’impresa fosse interessata ad una tecnologia di proprietà di un’altra impresa, potrà utilizzare i propri brevetti al fine di negoziare un accordo in base al quale le due imprese potranno utilizzare, nel rispetto delle condizioni previste dall’accordo stesso, uno o più dei rispettivi brevetti;
    accesso a nuovi mercati. La concessione a terzi di una licenza su un brevetto
    può determinare l’accesso a nuovi mercati che sarebbero, altrimenti, inaccessibili.
    In questo caso è consigliabile proteggere l’invenzione anche nel mercato straniero
    d’interesse; 
    diminuzione dei rischi di contraffazione. Con la protezione brevettuale è
    possibile impedire ad altri di brevettare la medesima invenzione ed anche ridurre
    le possibilità di violare i diritti dei terzi al momento della commercializzazione
    dei prodotti. Mentre un brevetto, di per sé, non fornisce la “libertà di uso”, esso
    impedisce ad altri di brevettare invenzioni identiche o simili e, allo stesso tempo,
    fornisce una ragionevole indicazione che l’invenzione brevettata è nuova e
    significativamente diversa dallo stato dell’arte esistente; 
    maggiori possibilità di ottenere contributi finanziari dai soggetti
    intermediari a fronte della titolarità di un asset intangibile. La proprietà di
    brevetti (ovvero la licenza d’uso di brevetti posseduti da altri) può rivelarsi
    essenziale per ottenere risorse finanziarie integrative in sede di produzione e
    commercializzazione dei propri prodotti. In alcuni settori, come ad esempio quello
    delle biotecnologie, spesso è necessario disporre di un importante portafoglio di
    brevetti per attirare investitori pronti a finanziare progetti ambiziosi;
    disporre di un potente strumento per promuovere azioni contro i contraffattori. Per utilizzare efficacemente l’esclusività fornita da un brevetto,
    può essere necessario giungere ad un contenzioso o, comunque, portare all’attenzione di potenziali contraffattori la titolarità di un brevetto. Possedere un brevetto forte fornisce concrete possibilità di ottenere successo nelle azioni legali contro coloro che copiano l’invenzione protetta; 
    contribuire all’immagine positiva dell’azienda.Un buon portafoglio brevetti
    può essere percepito dai partner commerciali, dagli investitori, dagli azionisti e
    dai clienti come una dimostrazione dell’alto livello di qualità, specializzazione e capacità tecnologica dell’azienda.




    Di seguito vengono sintetizzate le fasi essenziali di brevettazione:

    • Fase 1  -  Esecuzione di una ricerca di anteriorità e di uno studio di brevettabilità  -  Per verificare che l’idea inventiva presenti i requisiti brevettuali di novità ed altezza inventiva e valutare l’effettiva “forza” dell’invenzione, è opportuno effettuare una ricerca finalizzata a definire lo stato dell’arte brevettuale nel settore di riferimento;
    • Fase 2  -   Deposito di una domanda di brevetto italiana  -  Una volta individuato lo stato dell’arte e l’effettivo ambito di brevettabilità dell’invenzione è possibile redigere una domanda di brevetto per invenzione industriale e depositarla presso l’UIBM.
    • Fase 3  -   Ricezione di un rapporto di ricerca  -  In linea di principio, entro 9 mesi dalla data di deposito, l’UIBM invia al titolare della domanda di brevetto, o al suo mandatario, un rapporto di ricerca ufficiale in cui vengono indicati i documenti brevettuali anteriori più rilevanti ed in cui vengono evidenziati gli ambiti dell’idea inventiva ritenuti brevettabili secondo l’esaminatore brevettuale che ha analizzato la domanda.
    • Fase 4  -  Estensione dell’ambito territoriale di tutela  -  Agendo entro 12 mesi (periodo di priorità) dalla data di deposito della domanda di brevetto è possibile estenderne l’ambito di tutela in uno o più Stati esteri retrodatando anche in tali Stati l’origine del diritto di esclusiva alla data del deposito italiano. A seconda delle necessità del caso potrà essere opportuno estendere il brevetto ad uno Stato estero determinato, all'Unione Europea, o ai 143 Stati aderenti al Protocollo Internazionale in Materia di Brevetti (PCT);
    • Fase 5  -  Pubblicazione della domanda  -  Allo scadere del 18° mese dalla data di deposito, la domanda di brevetto diventa pubblica e quindi il rispettivo ambito territoriale di tutela non può essere esteso ulteriormente.
    • Fase 6  -   Esame di merito e concessione del brevetto  -  Prima di essere concesso, un brevetto deve normalmente superare un esame di merito dove un esaminatore del competente Ufficio Brevetti verifica l’effettiva presenza dei requisiti di brevettabilità. Tale esame si svolge normalmente attraverso un contraddittorio tecnico-legale tra l’esaminatore ed il consulente brevettuale che rappresenta il titolare della domanda. La procedura d’esame si può concludere solamente con la concessione o con il rifiuto della domanda di brevetto. Le modalità di esame potranno variare in funzione della procedura di estensione che è stata selezionata.



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